Delle iterazioni
Lenny | 19 Agosto 2007 | 15:13Come si può evincere dal titolo, è chiaro che questo post sarà dedicato a un artista di enorme rilievo nel panorama musicale mondiale: un certo Paolo Meneguzzi, il cui vero nome è Pablo Meneguzzo … non c’è mai fine allo scempio.
Tale essere pluricellulare eucariote (credo) ci delizia ogni pochi mesi con qualche nuovo squisito singolo, in puro stile easy-commercial-pop-(bi)folk.
Ma ripercorriamo insieme la carriera di questo sensazionale artista.
Il primo singolo col quale raggiunge la notorietà in Italia - perché in realtà era già famoso in Cile,o giù per di lì, dove sono già poveri… e anche masochisti a questo punto - si intitola IN NOME DELL’AMORE, e viene accompagnato da un video dove lo si vede con una camicia bianca a stelle arancioni che, se la memoria non mi tradisce, facevano un effetto di persistenza anche quando lui spariva, tipo le manate di Luca Dirisio (altro artista degno di nota).
Tra l’altro questo singolo viene registrato e masterizzato da persone che hanno lavorato con gente come Craig David, Madonna, Dido, Verve, Kylie Minogue, Westlife, Boyzone, Five, Elton John, All Saints, Ace of Base, UB40, Faithless.
Poi rilascia VEROFALSO, il cui testo è molto significativo:
Vero, che ti amo ancora
Vero, che ti ho tradita
Falso, è stato un gioco
Falso, io lì non c’ero
Vero, che sei la sola
Vero, che ti ho ingannata
Falso, se non mi credi
Giuro, sulla mia vita
Per carità, l’arrangiamento è fatto davvero bene, ma il testo ti fa cadere …. tutto.
Dopo il sensazionale successo - æh??? - di VEROFALSO rilascia LEI E’, singolo dedicato alla madre - memorizzatelo bene - la quale non s’era neanche resa conto che era dedicato a lei, finché lui non gliel’ha espressamente detto. La perspicacia è di famiglia, eh.
In effetti possiamo dire che LEI E’ è l’unico singolo a discostarsi un po’ dalla media.
Ah già, perché non l’avevo ancora detto: tutti i singoli di Paolo Meneguzzi hanno una caratteristica in comune: tutto!
Si può prendere arbitrariamente il testo di un suo singolo a caso e cantarlo arbitrariamente sopra la base di un altro e tutto funziona alla perfezione. Cosa possibile solo se fai canzoni tutte uguali.
Comunque, proseguiamo con queste digressioni balorde, con due singoli imperativi.
In che senso “imperativi”?
Nel senso che partecipa a Sanremo con GUARDAMI NEGLI OCCHI (PREGO) e dopo qualche mese rilascia BACIAMI.
Inutile elencare le possibili simpatiche risposte che potrebbe rivolgergli la donzella in questione.
E proseguiamo con questa catena di successi, con UNA REGOLA D’AMORE, che io personalmente non ho mai sentito, nonostante sul suo sito ufficiale riportino il contrario.
/* NOTA DI SERVIZIO: ho dovuto perfino andare sul suo sito ufficiale… sono anch’io un po’ masochista, eh? */
Tralasciando la riedizione in français di AU NOM DE L’AMOUR, facciamo un fast forward fino a Sanremo 2005 dove si presenta con la canzone NON CAPIVA CHE L’AMAVO - e non mi domando neanche il perché -, estratta dall’album FAVOLA… notare la marea di titoli dello spessore di un libro di Winnie the Pooh, senza offesa verso quest’ultimo naturalmente.
A luglio 2005 pubblica 5 versioni remix di SARA (mai sentita)… e aggiungerei, proprio 5? Dillo che ci vuoi male, ammettilo!!
Mentre a settembre dello stesso anno esce LUI E LEI (manco Cristina d’Avena canterebbe canzoni con un titolo simile).
Poi più nulla. Sparito.
Magari!
Invece eccolo tornare quest’anno a Sanremo con il brano MUSICA, ennesimo singolo che non credo di aver mai sentito - per mia fortuna, non vorrei danneggiare ulteriormente il mio udito - ma posso procurarmi il testo e lo canto sopra una canzone a caso, e il risultato è uguale.
Beh, è un vantaggio, no? Basta impararsi una melodia e vari testi, al posto di tante melodie e tanti testi. Un artista ottimo per gli smemorati.
In effetti comincio a sospettare che ormai rilasci CD solo per far vedere foto nuove di sè, visto che dentro non cambia quasi niente.
Tornando alle melensaggini, dopo LEI E’ che ha dedicato alla madre, scrive DA FIGLIO A PADRE dedicata in modo abbastanza lapalissiano al padre. Tanto per non scontentare nessuno.
Ora aspettiamo solo:
- DA NIPOTE A ZIA;
- MIO CUGINO E’;
- DA PRONIPOTE A PROZIO;
- LA MIA BISNONNA E’
E ora per la radio e la televisione passa una canzone il cui titolo segue un filone antitetico.
Perché se pensiamo a VEROFALSO, LUI E LEI, era abbastanza ovvio che questo singolo dovesse chiamarsi TI AMO TI ODIO.
Io e Vetto proponevamo che i prossimi potrebbero seguire il filone, con nomi tipo YING YANG, oppure BIANCONERO, BENEMALE, UOMODONNA.
Mah… vi lascio con il video di TI AMO TI ODIO. Gli ultimi 10 secondi sono i più significativi, per due motivi: la mossa da truzzo che fa, e la versione trans-psicopatica di se stesso. Vi prego guardatelo, anche col volume azzerato se non volete rovinarvi gli orecchi. Hihi.
PS: non so perché, ma istintivamente associo Meneguzzi a personaggi come Nino d’Angelo, Gigi d’Alessio, ecc.
E non è un complimento, naturalmente.
UPDATE: A causa di ripetuti nonché offensivi commenti ho deciso di censurare tutti quelli già postati e gli eventuali commenti che verranno postati in futuro. Qua comando io, e non tollererò più offese, specie verso un articolo satirico.
Chi non ama la satira è solo un povero essere limitato cerebralmente.
NOTA: Eventuali inconsistenze nei commenti, tipo alcune risposte verso “il nulla”, sono da attribuire al fatto che i commenti dei/delle suddetti/e fan stupidi/e sono stati cancellati. Non mi pareva corretto cancellare i commenti di chi ha risposto in modo argomentato a quelle persone.






