Tartina reloaded!
Lenny | 18 Gennaio 2007 | 01:25Circa un anno fa accadeva che la mia mente partoriva questo brano (tra l’altro già presente nel mio vecchio blog), che ho revisionato e reso ancora più sofisticato e soprattutto folle. E, a suo tempo, non ha ricevuto la giusta pubblicità
Buona lettura!
Vorrei oggi trattare di un argomento che ricade normalmente nei luoghi comuni, ma nella fattispecie non lo è.
Poco fa m’è giunta l’illuminazione cerebro-sinaptica per comprendere gli intimi meccanismi che regolano e governano questo fenomeno estremamente interessante che riguarda la caduta dei gravi (corpi dotati di massa, quindi di peso, nda).
Il falso luogo comune preso in causa è: “perché le tartine imburrate – o ricoperte di qualsivoglia altra sostanza – cadono sempre dalla parte del burro?”
Se noi esaminiamo il problema un po’ più da vicino possiamo osservare che generalmente le tartine (o altri prodotti culinari affini) sono fatte di materie leggere e porose, tipo pane da tramezzini, pan biscottato, crostini, ecc ecc.
Insomma, prodotti da forno.
Questi materiali sono notoriamente composti da farine, oli, e altri ingredienti, ma la cosa più importante sono gli agenti lievitanti (batteri aerobi/anaerobi, tartrato di monopotassio, tartrato disodico, ecc), i quali permettono alla configurazione molecolare dell’impasto di aumentare il proprio volume inglobando ingenti quantitativi d’aria.
Di conseguenza la struttura finale sarà fortemente porosa, con miriadi di piccole cavità piene d’aria.
Se ne estrinseca che il peso specifico di questi prodotti è molto basso.
Tale verifica sul peso specifico può essere effettuata tramite una media ponderata fra il peso specifico dell’impasto e quello dell’aria, nei giusti rapporti; o, in alternativa, applicando la formula di Zoloft e avendo cura di dimensionare la [...piccola costante k, che vale 3,14 nel caso di flusso mestruale regolare e 70,5 nel caso di flusso mestruale irregolare...] *
Le sostanze che invece vengono applicate sulla superficie di questi prodotti da forno sono solitamente più pesanti.
Statisticamente si può affermare che il loro peso specifico va da un valore di poco inferiore a quello dell’acqua, a valori decisamente più alti, il tutto secondo una distribuzione probabilistica gaussiana (che non è vero, ma fa figo, nda).
Si ottiene quindi un sistema-tartina formato da uno strato di pane (intrinsecamente poco denso, quindi leggero) ricoperto da uno strato di burro, salse, o altro (dal peso sensibilmente più alto).
Ne consegue che lo strato di “imburramento”, con il suo considerevole peso, fa sì che il baricentro del sistema-tartina si sposti verso l’alto, ponendo quindi l’oggetto in una condizione di equilibrio instabile.
Pensiamo ad un caso estremo, ma che esemplifica bene una situazione del genere: una bottiglia appoggiata su un tavolo capovolta… è una situazione di equilibrio fortemente instabile, dato che il baricentro è spostato molto in alto, e la bottiglia poggia su una piccola base. La bottiglia tende naturalmente, sotto l’azione di una forza anche molto debole, a spostarsi verso una situazione più stabile, quindi cadendo.
Si capisce dunque come il sistema-tartina tenda spontaneamente a capovolgersi, una volta che viene lasciato libero di cadere.
Fenomeno che viene accentuato ancor più nella realtà, dato che comunemente quando una tartina scivola dalle mani, le si imprime involontariamente un momento di rotazione, che favorisce il capovolgimento della stessa.
E una volta che una tartina è capovolta ed è in caduta libera (a 9,81 m^2, nda), è pressoché impossibile che torni dritta, proprio perché il baricentro si trorva ora in basso, e quindi l’equilibrio è stabile.
Indiperciò, ecco dimostrato che l’affermazione “una tartina cade sempre dal lato imburrato” non è soltanto un luogo comune, ma è provata scientificamente.
ps: per questa trattazione così approfondita quanto scrupolosa e professionale, esigo una laurea ad honorem in fisica. Grazie.
* citazione da “Sesso con Luttazzi”





