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Della cattiveria (take 2)

Lenny | 26 Aprile 2008 | 18:13

A quanto pare anche Satana legge il mio blog.
Mi sento onorato :D

Ciao Satana, so che fai il lurker, quindi ogni tanto potresti anche lasciare un commentino, sai?
Solo per vedere chi è davvero la persona cattiva.

Ma ricapitoliamo un secondo, tanto per contestualizzare i discorsi.
La persona che menzionavo in questo post (una dei simpatici parenti) legge il mio blog, ed è perfino andata da mio papà a dire che io sono cattivo, per quello che ho scritto. Ma io non ho mica fatto nomi. Come ha fatto a riconoscersi nei discorsi? Io mica parlavo di lei.
Evidentemente la coda di paglia è fastidiosa.

In effetti non pensavo che una cotal persona fosse in grado di leggere un blog. Ma evidentemente la smania di sapere cosa dice il suo nipote che ha il coraggio di dire/fare quello che pensa a differenza del resto della famiglia, supera l’ignoranza.

Anyway, dopo aver nascosto e coperto a casa di mio nonno morente (che era suo padre) due badanti (madre e figlia) ricercate perché la madre aveva rubato in una stireria (e la figlia era clandestina), dopo aver fatto aggiungere al suo testamento altre cose mentre lui non era praticamente in grado di intendere e di volere, dopo che i suoi figli sono stati mantenuti a vita da sua madre (provate a fare il conto di quanto costi una babysitter per 15-20 anni), dopo che i suoi le hanno pagato il matrimonio, ecc ecc ecc. ha ancora il coraggio di dire che noi siamo debitori di qualcosa nei suoi confronti.

Eh si, e se me nona gavesse ee rode ea saria un careto [trad. se mia nonna avesse le ruote sarebbe un carretto].

Ah beh, in effetti di qualcosa potremmo esserle debitori. Di una buona dose di neuroni, questo è innegabile.
Ma mi dispiace per lei, i trapianti di cervello ancora non li fanno.

Ah, dimenticavo… quando mio nonno era ancora in vita e ogni tanto veniva a darmi un saluto (tipo una volta al mese), poi Satana lo riempiva di parole.
Della serie “facciamoci i cazzi nostri”.
In effetti mio nonno è sempre stato succube. E non solo lui, ma tutta la famiglia.

E’ perché non trova mai me, sennò la incenerivo.

In effetti Satana deve solo ringraziare che non esistono i super-poteri nel mondo reale. Altrimenti a quest’ora sarebbe già allo stato di brodo quantistico, che non so cosa sia, ma dà una buona idea di smolecolarizzazione :P

Quindi Satana, lasciami pure un commento. Sarei onorato.
Ciao ciaoooo

ps: dà grande soddisfazione scrivere di qualcuno che rode immensamente e non ha nemmeno il coraggio di rispondere. Non trovate? :P

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Girls

Lenny | 20 Maggio 2007 | 11:33

Cosa succede quando due menti deviate si mettono a scrivere un teorema fondamentale sulle ragazze?
Le menti in questione sono la mia e la sua.

 

Invitiamo le gentil fanciulle a non prendersela, è solo una cosa scherzosa (anche se alcuni riscontri nella real life li abbiamo avuti).
Qua la versione in PDF.

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Tartina reloaded!

Lenny | 18 Gennaio 2007 | 01:25

Circa un anno fa accadeva che la mia mente partoriva questo brano (tra l’altro già presente nel mio vecchio blog), che ho revisionato e reso ancora più sofisticato e soprattutto folle. E, a suo tempo, non ha ricevuto la giusta pubblicità :) Buona lettura!


Vorrei oggi trattare di un argomento che ricade normalmente nei luoghi comuni, ma nella fattispecie non lo è.
Poco fa m’è giunta l’illuminazione cerebro-sinaptica per comprendere gli intimi meccanismi che regolano e governano questo fenomeno estremamente interessante che riguarda la caduta dei gravi (corpi dotati di massa, quindi di peso, nda).

 

Il falso luogo comune preso in causa è: “perché le tartine imburrate – o ricoperte di qualsivoglia altra sostanza – cadono sempre dalla parte del burro?”

Se noi esaminiamo il problema un po’ più da vicino possiamo osservare che generalmente le tartine (o altri prodotti culinari affini) sono fatte di materie leggere e porose, tipo pane da tramezzini, pan biscottato, crostini, ecc ecc.
Insomma, prodotti da forno.
Questi materiali sono notoriamente composti da farine, oli, e altri ingredienti, ma la cosa più importante sono gli agenti lievitanti (batteri aerobi/anaerobi, tartrato di monopotassio, tartrato disodico, ecc), i quali permettono alla configurazione molecolare dell’impasto di aumentare il proprio volume inglobando ingenti quantitativi d’aria.
Di conseguenza la struttura finale sarà fortemente porosa, con miriadi di piccole cavità piene d’aria.
Se ne estrinseca che il peso specifico di questi prodotti è molto basso.
Tale verifica sul peso specifico può essere effettuata tramite una media ponderata fra il peso specifico dell’impasto e quello dell’aria, nei giusti rapporti; o, in alternativa, applicando la formula di Zoloft e avendo cura di dimensionare la […piccola costante k, che vale 3,14 nel caso di flusso mestruale regolare e 70,5 nel caso di flusso mestruale irregolare…] *

Le sostanze che invece vengono applicate sulla superficie di questi prodotti da forno sono solitamente più pesanti.
Statisticamente si può affermare che il loro peso specifico va da un valore di poco inferiore a quello dell’acqua, a valori decisamente più alti, il tutto secondo una  distribuzione probabilistica gaussiana (che non è vero, ma fa figo, nda).

Si ottiene quindi un sistema-tartina formato da uno strato di pane (intrinsecamente poco denso, quindi leggero) ricoperto da uno strato di burro, salse, o altro (dal peso sensibilmente più alto).
Ne consegue che lo strato di “imburramento”, con il suo considerevole peso, fa sì che il baricentro del sistema-tartina si sposti verso l’alto, ponendo quindi l’oggetto in una condizione di equilibrio instabile.
Pensiamo ad un caso estremo, ma che esemplifica bene una situazione del genere: una bottiglia appoggiata su un tavolo capovolta… è una situazione di equilibrio fortemente instabile, dato che il baricentro è spostato molto in alto, e la bottiglia poggia su una piccola base. La bottiglia tende naturalmente, sotto l’azione di una forza anche molto debole, a spostarsi verso una situazione più stabile, quindi cadendo.

Si capisce dunque come il sistema-tartina tenda spontaneamente a capovolgersi, una volta che viene lasciato libero di cadere.
Fenomeno che viene accentuato ancor più nella realtà, dato che comunemente quando una tartina scivola dalle mani, le si imprime involontariamente un momento di rotazione, che favorisce il capovolgimento della stessa.
E una volta che una tartina è capovolta ed è in caduta libera (a 9,81 m^2, nda), è pressoché impossibile che torni dritta, proprio perché il baricentro si trorva ora in basso, e quindi l’equilibrio è stabile.

Indiperciò, ecco dimostrato che l’affermazione “una tartina cade sempre dal lato imburrato” non è soltanto un luogo comune, ma è provata scientificamente.

C.V.D.

 
 
ps: per questa trattazione così approfondita quanto scrupolosa e professionale, esigo una laurea ad honorem in fisica. Grazie.
 
* citazione da “Sesso con Luttazzi”

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baricentro, burro, follia, gauss, gaussiana, imburramento, pane, sistema-tartina, tartina, tartina reloaded
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Madness

Lenny | 12 Gennaio 2007 | 12:52

Dato che lui mi ha passato il testimone, mi accingo a fornirvi 5 cose che (probabilmente) non sapete di me (perlomeno chi non mi conosce di persona):

1. Questa è una costante. Era presente anche nella catena dell’anno scorso.
Quando non ho niente da fare mi pongo problemi assurdi quanto inutili, ma che richiedono sempre calcoli piuttosto complessi (e in genere da fare sempre a mente).
Tipo l’altro giorno è arrivata l’occasione di calcolare (a mente) perché i tacchi a spillo tendono a “spappolarsi” e quanta pressione gli viene applicata.
O altre stramberie estremamente geek (tipo questa) delle quali al momento non me ne sovviene nessuna (per vostra fortuna)

2. Odio il formaggio in maniera direttamente proporzionale alla puzza che emana. A parte poche eccezioni:
- Mozzarella, preferibilmente se non fa fili lunghi due chilometri una volta cotta
- Stracchino (o affini)…
- boh, al momento non me ne sovvengono altri. Non metto mai nemmeno il Grana sulla pasta.

3. So suonare (come una scimmia) anche la fisarmonica. Insomma, sapendo suonare il piano, sempre con una tastiera si ha a che fare.
Poi la fisarmonica ha una reputazione un po’ rovinata dall’immagine di “strumento da ballo liscio”… invece credo sia uno strumento con un suono bellissimo e che andrebbe rivalutato (vedi musica elettronica dove la usano: un esempio -> Gotan Project)
Comunque non so farci quasi niente, a parte “La valse de Monstres” di Yann Tiersen… e qualche altra prova stramba, tipo suonare Sorry di Madonna :P

4. Adoro la grafica, specialmente quella tridimensionale. L’ambizione più grande è quella di lavorare nell’animazione digitale (vedi Pixar, Blue Sky, ecc ecc) o degli effetti speciali. (a proposito, dovrò anke postare qualche esperimento che ho fatto)
Per questo spesso mi perdo a fare queste cose, piuttosto che studiare per la facoltà di ***** che frequento. D’altronde si riceve più soddisfazione.

5. Sto seguendo un taglio di capelli che ho ribattezzato “crescita incontrollata”, nel senso che: l’ultima volta che li ho tagliati (cioè diversi mesi addietro (che parolona!)) li ho rasati molto corti, quindi ora sono lunghi uguali in ogni direzione…
Per la festa dell’ultimo dell’anno, a casa mia, mi son pettinato da Wolverine, solo che erano ancora un pochino troppo corti, quindi ritenterò più avanti.
(le foto di quell’indegno taglio di capelli, che ha richiesto mezz’ora di lavoro a mia matre, non le ho caricate, ma sui blog dei miei amici probabilmente saranno già lì… sono sputtanato :P)

E stavolta, al posto di decretare la morte della catena (perché di solito faccio così), la passo ad altre 5 persone.
Se vogliono farla, ok, sennò amen.

Vetto, Perito, aChamp, Kekka, Linda

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Problemi esistenziali

Lenny | 15 Dicembre 2006 | 21:17

ANGOLO SCIENZA: [Fabrizio, non leggere, che ti potrebbe andare in crash il cervello… hihi]

Oggi parleremo di un concetto astratto: lo shampoo con balsamo.

Dato che quando vado a nuoto non posso portarmi 8000 bottiglie di sapone (docciaschiuma, shampoo e balsamo), ho scartato l’ultimo dei tre.
E ho dato disposizioni al padre che, qualora fosse andato a fare la spesa, comprasse un Pantene shampoo + balsamo.

Ora… per carità, sembra fare il suo dovere… ma mi chiedevo:
- Lo shampoo è un sapone, che serve a sgrassare.
- Il balsamo è una cosa grassa.

Metterli insieme non è un controsenso? Voglio dire, è come vendere di detersivo per piatti comprensivo di unto e sporco incrostato.
Insomma… è roba che si neutralizza a vicenda, alla fine uno è come se si lavasse i capelli con l’acqua dei piatti… (che schifo, nda)

Infatti il Pantene ha il tipico aspetto di roba emulsionata…
A parte profumare i capelli, secondo voi serve a qualcosa quella misteriosa sostanza arricchita con provitamina? :P

Mah… sono cose che la scienza non riuscirà mai a spiegare.
 
 
“Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? La realtà esiste? E se non esiste chi glielo spiega a Valeria Marini?”

[Daniele Luttazzi]
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acqua dei piatti, balsamo, domande ontologiche, follia, Pantene, Problemi esistenziali, provitamina, shampoo, Valeria Marini
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