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3CIENTO

Lenny | 30 Aprile 2008 | 00:48

Ora voglio dire, so che i titoli italiani dei film sono sempre ampiamente storpiati oltre la pura e semplice traduzione.
Molto spesso sono proprio re-inventati di sana pianta.

Celebre il caso di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” [verso di una poesia di Alexander Pope] che è diventato “Se mi lasci ti cancello”, titolo che fa venire subito in mente una stupida commedia da quattro soldi.
Cosa che il film non è assolutamente.

L’ultima genialata è stata la traduzione di “Meet the Spartans”, film demenziale à-la Scary Movie, dove si prende in giro principalmente 300.

Titolo italiano: 3CIENTO
Tagline: Chi l’ha duro la vince

I’m totally speechless

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300, 3CIENTO, cinema, film, Meet the Spartans, titoli, traduzioni
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Il potere della ruota

Lenny | 29 Marzo 2008 | 01:01

Capita che purtroppo una pubblicità, prima di evitarla, devi conoscerla.
Quindi, se posso lanciarmi sul telecomando a mo’ di rugbista per premere il tasto mute quando passa la pubblicità della Coop o del Pa-pa-pa pa-parmigiano re………. non ho potuto fare lo stesso durante la nuova perla riguardante gli assorbenti.

Ora, io spero che quelli che inventano queste pubblicità siano uomini.
Certo, ammesso che lo siano non farebbero altro che confermare le opinioni che  le donne hanno su di noi.
Ma se fossero donne, beh… bisognerebbe cominciare seriamente a preoccuparsi.

L’ultimo capolavoro ci giunge da Lines (se ben ricordo).
C’è questa giovane ragazza che va ad un provino per fare la VJ, e racconta con voce fuori campo come “mi hanno fatto cantare, ballare, recitare… mi sono divertita tantissimo… ma poi…”
E a questa affermazione uno comincia a questionarsi. Poi cosa? Non c’ha visto più dalla fame? E’ diventato un set a luci rosse? Hanno liberato Hannibal? Le hanno chiesto di cantare la canzone della Tatangelo?
Niente di tutto ciò. Si scopre che il nostro prode audizionista (so che non esiste il termine, ma avete capito) le chiede: “Mi faresti una ruota?”

Lei, nel suo cervellino da criceto pensa con sguardo vacuo: “Accipuffolina… proprio oggi che mi sono venute…”
Ma dato che appunto ha il QI di un criceto (senza offesa verso la specie), poi ricorda: “Ma con Lines potere della Ruota posso!”
E con la grazia di un Arbre Magique esegue questa spericolata acrobazia, mentre la pubblicità finisce con randomiche riprese di questa masnada di gonzi che se la ride e se la spassa.
Tutti felici perché questa cretina ha fatto una ruota per merito del suo assorbente.

Ora, se io fossi donna mi sentirei un tantino offeso da una pubblicltà del genere, ma tant’è che continuano a produrne di peggiori ogni anno.
Io andrei dai pubblicitari e li ingozzerei di assorbenti.
Ma secondo me questi soggetti sono coperti dal programma di protezione testimoni, proprio per evitare simili circostanze.

Però sinceramente quest’associazione di idee è interessante.
Il potere della ruota viene conferito da un assorbente, non dalla capacità motoria di una persona.

Devo provare!

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Le epiche gesta di Enrico Chiesa

Lenny | 11 Marzo 2008 | 00:06

Io non so su che base siano create le playlist di Mtv, fatto sta che stamattina a colazione sono incappato nel video di “Hero”, di Enrique Iglesias, che noi in amicizia chiameremo Enrico Chiesa.

Quale perla di cinematografia e di cliché.
Le parti migliori del video sono le viste dei treni merci e dei generatori eolici.

Per il resto, si può scomporre l’analisi di questo capolavoro sotto due profili, uno di trama (se così si può definire) e uno di fotografia.

Sotto il profilo fotografico troviamo essenzialmente:
- varie riprese di Mickey Rourke - ammesso che si scriva così - in primo piano in pseudo bullet-time. E’ talmente imbalsamato che potevano anche camminargli intorno a passo di lumaca. Altro che millesimi di secondo e milioni di dollari in effetti…
- il nostro eroe Enrico Chiesa che si slinguazza la tizia di turno. Tanto per cambiare rispetto agli altri suoi video.
- questi due deficienti che corrono in una cabrio nel deserto dei mongoli (loro) con una borsa di soldi aperta, e i soldi che svolazzano in giro.
- una serie di scagnozzi di Mickey (Mouse) Rourke, tanto per fare coreografia e riempire un po’ l’inquadratura.

Ma spostiamoci ora al punto di forza di questo video: la trama.
Il nostro eroe dei ciufoli deve avere qualche conto in sospeso con Mummia Rourke, dato che è strapieno di soldi, con una bella gnocca con la quale amoreggia in mezzo ai soldi.
Contemporaneamente la Mummia guarda continuamente l’orologio circondato dai suoi scagnozzi.
Il fatto che qualcosa non va lo si capisce subito. Mica uno aspetta per niente in mezzo al deserto… e rigorosamente in abito nero.

Quindi per i 3/4 di video ci sorbiamo un mix randomico di slinguazzamenti in mezzo alle banconote, corse in macchina nel deserto dei mongoli, riprese di treni merci, tizio incazzato che attende.
Ma ecco che arriva la svolta.
Enrico Chiesa, che è il nostro paladino, si presenta all’appuntamento con il tizio incazzoso, e deve naturalmente fare lo spaccone contro la Mummia + 20 scagnozzi al seguito.
E così gli tira uno schiaffone. La Mummia risponde, se ne frega dei piagnucolamenti della morosa di bianco vestita, e la dà in pasto a uno dei suoi servitori perché la tenga ferma mentre assiste al pestaggio del paladino.
Poi c’è un breve stacco con altre immagini randomiche e languide dissolvenze su treni in corsa.
La scena successiva è di sera, mentre piove a dirotto: Enrico Chiesa è sanguinante e va barcollando incontro alla sua amata, che lo soccorre quando si accascia a terra, dove poi muore.
Il quadretto è completato da alcune macchine della polizia vuote con le portiere aperte e i lampeggianti accesi.

Ma perché, mi dico io???
- Dov’è la polizia?
- Non poteva chiamarla prima?
- Il fondo stradale non c’entra niente col deserto, quindi che cavolo ci fa lui là se l’avevano pestato da un’altra parte?
- Come mai deve arrivare dalla sua amata proprio mentre sta per morire?
- Perché deve sempre dannatamente piovere a secchiate?

In sostanza, perché ha fatto ’sto video inutile?

Enrico, facci un piacere, vai a fare la pubblicità alla tua linea di preservativi per uomini microdotati e smettila di confezionare questi agglomerati di pacchianità.
TI ringraziamo tutti.
Anche le tue ex, che ti hanno sempre detto che “le dimensioni non contano”.

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Cloverfield + LOST

Lenny | 10 Febbraio 2008 | 01:34

Questa non vuole essere una recensione di Cloverfield, ma solo una serie di appunti vari e di spunti di riflessione.
Essendo inoltre correlato con LOST, riempirò il post di spoiler, quindi chi non ha ancora visto LOST o non ha ancora finito la terza stagione, meglio che ne eviti la lettura.

Ebbene, sono stato a vedere Cloverfield.
Una mezza delusione.
Voglio dire, sarà il finale shockante, sarà che c’erano una serie di banalità, ma non so, non mi ha troppo convinto.
Per chi non lo sapesse, il film dura 89 minuti, praticamente come una cassetta DV. Il film infatti è girato in presa quasi continua, come se fosse ripreso con una comune telecamerina DV.
E, come tale, finisce quando finisce la cassetta.

Ora, sotto il profilo tecnico, il film è ineccepibile. Certo, la scelta di riprendere tutto come un filmatino amatoriale ha i suoi risvolti negativi, specie per chi è sensibile a queste cose, perché tende a far venire la nausea tutto quel movimento.
Ma lo scopo dei produttori era proprio quello di mostrare come siamo maniaci di far finire ogni cosa su youtube e documentare tutto; cosa che si nota anche quando la testa della Statua della Libertà viene scaraventata in strada e tutti si mettono a fotografarla col cellulare.
Il film in realtà non è stato girato con una telecamerina DV, ma con una cinepresa digitale 1080p, una Sony CineAlta F23.
Cloverfield allunga quindi la lista dei film che non vengono più girati su pellicola.
L’audio è una cosa spettacolare. Mai sentito niente del genere. Violento, cristallino, tagliente, profondo. Ma d’altronde alla Bad Robot (la casa di produzione) hanno già esperienza con il sound design di LOST.

Ma a parte questi aspetti puramente tecnici, la trama è inesistente, e il tipo che riprende è il classico “migliore amico coglione che uccideresti di botte perché fa/dice sempre le cose meno opportune nel momento meno opportuno”. Fortuna che poi muore.
Il mostro è una specie di Godzilla, ma più brutto, e rilascia una specie di granchi/ragni della grandezza di un cane, che sbranano le persone.
E se queste vengono soltanto morse, dopo un po’ si forma dentro di loro una bestia analoga che le squarta per uscire dal corpo, stile Alien (che non ho mai visto).
Una cosa abbastanza banale e già vista.

E ora arriva la connessione con LOST.
Nel film appare il logo della DHARMA, oltre ai famosi numeri 4 8 15 16 23 42 e altri riferimenti.
Ora, voglio dire… ma siete idioti? Cioè, capisco prendersi gioco degli spettatori con LOST - che già di per sè sta degenerando - ma aggiungere elementi di LOST in un film degli stessi produttori mi pare un po’ esagerato, nonché è un fattore che aumenta la sensazione di “finto” riguardo LOST.
Insomma, quando deliberatamente fai di tutto per auto-citarti, togli realismo alla storia, perché diventa narcisismo/marketing spudorato.

Ora, la mia teoria riguardo il mostro di Cloverfield - che fa un verso simile al “sistema difensivo” di LOST - è che prima vivesse sull’isola del telefilm, ma si sia rotto le palle degli avvenimenti inspiegabili che avvengono, e sia andato a sfogarsi distruggendo Manhattan.

Chiuso l’argomento Cloverfield.
Ora veniamo a LOST.

LOST finirà con la sesta stagione. Ora la terza sta finendo (o è appena finita) in Italia, e hanno trasmesso le prime due puntate della quarta in America.
Apprezzabile la scelta di definire una data di fine. Meno apprezzabile il casino che stanno facendo.
Il fatto che gli sceneggiatori facciano crescere la storia in modo vagamente interattivo secondo le reazioni dei telespettatori può essere positivo, ma anche una cosa abbastanza vigliacca per tradire continuamente le loro aspettative.
Per le prime 3 stagioni ci hanno sommersi di continui flashback sulle vite dei protagonisti prima di naufragare sull’isola, fino a quando, all’ultima puntata della terza serie viene piazzato un flashforward, che si capisce essere tale solo alla fine della puntata.
Ora, stando a quanto anticipato dagli sceneggiatori, nella quarta stagione ci saranno molti flashforward, oltre ad alcuni flashback.
E continuano a sollevare continuamente milioni di interrogativi dando poche risposte su quelli ancora aperti.

Ora, inserire riferimenti incrociati a iosa in una storia è molto rischioso, specie se non si è pianificato accuratamente un grafo delle relazioni PRIMA della fine della stesura della storia.
Aggiungere riferimenti in corso d’opera porta facilmente a incoerenze / spiegazioni del ciufolo.
E’ un po’ quello che è successo ai sequel di Matrix. Esaurienti, ma non troppo. A essere pignoli ci sono diverse cose che rimangono oscure.
Ed è proprio questo che temo riguardo a LOST, cioè che finisca tutto per essere spiegato in modo idiota, vista la complessità esponenziale che stanno assumendo le relazioni fra le persone e le storie.
Ci sono giusto un po’ di cose strane che non hanno il benché minimo senso:
- Locke non muore dopo che gli hanno sparato
- Walt riappare anche dopo che è andato via dall’isola. Stupido bambino (e padre annesso)
- Jacob è un’entità invisibile. Ridicolo.
- C’è un galeone in mezzo alla giungla.
- Sull’isola capita il padre di Locke, non si sa da dove. E per fortuna viene ucciso, che era insopportabile.
- L’aereo del volo 815 (cioè quello dei naufraghi) si viene a sapere che è stato ritrovato in una fossa oceanica ed erano tutti morti. Eh?
- C’è un “sistema difensivo mangiapersone” che è una nuvola di fumo nero. Chi/cosa difende? Perché?
- Charlie è morto in un modo impossibile, dato che è fisicamente impossibile che l’acqua riempia una cabina di una stazione sottomarina, dato che arriverebbe all’altezza della falla e da lì in su rimarrebbe aria.
- Come fa una base sottomarina a disturbare le comunicazioni radio, visto che le onde elettromagnetiche quasi non viaggiano sott’acqua?

Secondo me stanno esagerando, e avranno serie difficoltà a spiegare in modo soddisfacente tutto.
Perché se viene spiegato tutto con entità paranormali è patetico nonché troppo facile.
I fan più attenti sicuramente troveranno delle inconsistenze/incoerenze nella storia.

Mah, staremo a vedere.
Voi seguite LOST?
Avete visto Cloverfield?
Che ne pensate?

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Della cattiveria

Lenny | 12 Dicembre 2007 | 13:27

E’ abbastanza patetico nonché desolante notare che il teatrino incivile dei parenti-carogne che era stato imbastito gli anni scorsi a causa dei miei problemi di salute, si sta ripetendo attorno ad una persona alla quale purtroppo non resta molto da vivere.

Io non credo in un qualche dio,
non credo in una religione, che anzi credo essere una delle fonti dei maggiori mali dell’umanità*,
non credo nemmeno in un qualche paradiso,
però mi piacerebbe credere in un inferno, perché veramente tante persone meriterebbero di starci.
Anzi, meglio, l’inferno dovrebbero provarlo da vivi, visto che dopo la morte non c’è la certezza che vi sia qualcosa.
Comunque alla fine credo poco anche in questo, visto che le persone peggiori sono sempre al loro posto.

Ma tant’è… io m’ero anche offerto per scrivere un altro migliaio di puntate di Beautiful.
Ché le pensionate non possono mica farne a meno, suvvia.
Devo invitare i parenti-carogne a impegnarsi di più, che volendo si può ottenere un intreccio più denso.
Magari se qualcuno di questi sparisse e trionfasse il bene non sarebbe una brutta idea, no? Una cosa à-la “Enchanted“. Tanto per non lasciare che vincano sempre i malvagi.

Perché non so se qualcuno l’ha mai notato (naturalmente sì), ma i film finiscono quasi sempre bene. C’è un po’ troppo buonismo verso lo spettatore.
Per carità, anch’io preferisco il lieto fine, ma forse è solo perché in cuor mio so che è una cosa che capita solo al cinema.
Devo ancora spiegarmela del tutto ’sta cosa.

Anyway, queste persone mi fanno abbastanza schifo (per non dire che se mi chiamassi Jean Grey sarebbero già sottoforma di polvere), ma non ci si può far molto.
Io posso solo rimanere in poltrona ad attendere che mi attivino Alice e a godermi questo teatrino incivile di nuovo, ma questa volta da spettatore, non da buono-che-perde-sempre-o-quasi.
Dovrò procurarmi qualche vagonata di pop-corn, perché credo che ne vedrò delle belle.
Auguratemi “buona visione”, come fa Bugs Bunny al Warner.

 
*parentesi d’attualità:

Tanto per rimanere in tema di equazioni, tipo “religione = fomentare odio verso qualcuno”, oggi il papa, nel comunicato degli auguri natalizi agli italiani, tornava sulla solita questione della famiglia dicendo una cosa che in soldoni significava “se nel mondo non c’è la pace è perché i gay vengono tutelati”

1. In Italia i gay vengono tutelati? da quando? perché se è così bisogna avvisarli, che la smettano di lamentarsi.
2. Stavano per far cadere il governo per la righetta sull’omofobia inserita nel decreto sicurezza… e poi siamo uno stato laico che non ha nulla a che fare con le posizioni del vaticano. Forse è giusto che se uno è gay possa essere minacciato e/o pestato senza che il colpevole ricada in qualche reato penale.
3. Cosa c’entra la pace nel mondo coi gay? Nazingher ha l’innata capacità di attribuire tutti i mali del mondo a loro. E’ più o meno come Emilio Fede con i comunisti.
4. Cosa c’entrano i gay e la “famiglia” con gli auguri natalizi? In effetti a questi livelli di ossessione, io mi porrei qualche domandina se fossi il papa… si dice che chi è così omofobo ha dei conti in sospeso con se stesso…
5. Una pagina intera di discorsi sulla SUA presunta famiglia con la F maiuscola, e una sola riga con gli auguri. A questo punto poteva fare la SOLITA predica dalla sua finestra e consegnare una pagina contenente solo gli auguri, magari scritti in corpo 72.

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